Migliore?

Delle tre lei era indubbiamente la migliore. Miglior fisico, miglior viso, miglior testa. Le altre due erano più che benestanti: una aveva sempre cazzeggiato nella vita, faticava a studiare, figuriamoci a lavorare, le sue manine erano ancora intonse e il suo cervello gareggiava in dimensioni con un granello di sabbia, l’altra si dava un pò più da fare, ma ogni tanto aveva delle botte di testa che faticavo a comprendere.
La Migliore invece lavorò per un pezzo con i suoi (Pizzeria) finchè un giorno decise di fare altro e così fece: mise da parte la money, si pago il corso e cominciò a fare l’estetista.
Rispetto, se non altro aveva il mio rispetto.
Però ora devo trovare un motivo per non rispettarla più, o meglio devo trovare un motivo che mi faccia sentire superiore, che mi permetta di ignorarla. Perchè oggi la rivedo dopo parecchio. Mi ero impegnato nell’evitarla, ci ero riuscito per un bel pò, ma oggi la ritrovo in Pizzeria e lei non doveva esserci cazzo. Aveva smesso. Invece no, il fine settimana è ancora lì.
Ok partiamo dall’inizio.
Il suo problema (e anche il mio) era il moroso o meglio il loro rapporto. Ho sempre odiato gli uomini che si scopavano le tipe molto più giovani di loro. Lui aveva undici anni più di lei. Lo odiavo. Lo odiavo come ne avevo odiati e ne odio tuttora tanti, assolutamente nulla di personale, sia chiaro.
Poi si lasciarono, ed io ebbi la bella idea di invitarla, anche se abbastanza indirettamente direi, ad una cena in discoteca, c’erano alcune sue amiche a questa cena, c’era un pò di gente che conosceva, la cosa era fattibile. Avrebbe potuto accettare. Ma c’era un errore. Si. L’errore era la data: la cena era il 13 febbraio e loro si erano lasciati da una settimana.
San Valentino da soli. La tristezza che incombe. Il rimorso che ti assale. Non riuscirono a resistere, si risentirono il 13 pomeriggio. Entro sera erano già ritornati ad essere una splendida coppia.
Ok, ok, sono cose che succedono, possono capitare, li capii benissimo.
Quello che non capii fu che lei, invece di stare a casa a espletare i doveri che ogni riconciliazione comporta, decise di venire a quella cazzo di cena e si portò dietro anche il suo riconciliato. Passai tutta la sera a chiedermi: “Perchè cazzo ti sei portata dietro anche il vecchietto? O vieni sola o ti stai a casa. Così non va bene, cazzo! No, non va bene per niente!”
Adesso ci sei andata a convivere con il vecchietto, lavori in pizzeria, fai l’estetista, probabilmente sei anche felice. E io, di nuovo, devo trovare un modo per sentirmi meglio.

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